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Gli scavi archeologici, oggi importantissimi, furono iniziati da Emanuele di Lorena nel
1709; poi interrotti e ripresi più volte finchè non intervenne nel 1927 il Governo
italiano.
Fra gli edifici degli scavi va ricordato il Teatro, a ca.26 m. di profondità, capace
di 3.000 spettatori su 10 file di gradini; la basilica ornata di marmi e di pitture e le
terme con la palestra, la Casa di Argo con un porticato di 20 colonne e 6 pilastri e i
famosissimi papiri di Ercolano in parte consevati nel Museo Archeologico
Nazionale di Napoli.
Otto
anni di lavoro, la scoperta di gran parte del quartiere meridionale della città, con
edifici di grande bellezza e cospicue opere d'arte, il perfezionamento delle opere di
scavo e di restauro, che fanno della casa ercolanese la documentazione più umana e più
intima della vita privata degli antichi, rappresentano il primo frutto della ripresa degli
scavi di Ercolano voluta da Benito Mussolini.
L'enorme altezza e la durezza e compattezza del tufo che copre Ercolano, lo
schiacciamento delle murature, rendono estramemente difficile lo scavo e la sistemazione
degli edifici, con la loro decorazione e con le loro masserizie.
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